A proposito di epidemie e matematica

Con la COVID-19, la discussione sui meccanismi che regolano lo sviluppo di un’epidemia riempie le nostre giornate e scopriamo che la matematica e i suoi modelli dinamici sono alla base della valutazione quantitativa di quanto sta succedendo.

D’altra parte, la matematica ha a che fare con le epidemie da un bel po’ di tempo, se il primo modello matematico risale al 1760, quando Daniel Bernoulli sottopose all’accademia di Francia un suo lavoro sul vantaggio dell’inoculazione del vaiolo.

Il suo modello dimostrava che la protezione di massa attraverso l’inoculazione (non ancora la vaccinazione) poteva aumentare notevolmente la vita media della popolazione. Anche a quei tempi la questione era molto controversa e Bernoulli concludeva:

“. . . . . . spero soltanto che, in una questione che riguarda così da vicino il bene dell'umanità, non si decida nulla senza quella cognizione di causa che l'analisi e il calcolo possono fornire . . . . . . ”

Oggi, dopo più di duecentocinquanta anni, e dopo una lunga battaglia attraverso la vaccinazione, il vaiolo è una malattia estinta.

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Daniel Bernoulli (1700-1782)



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