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Christmas Carol 2025

Ancora un Natale
di guerra
che infiamma e distrugge
la terra.

Io cerco testardo
parole di pace,
ma invece,
mi spiace,
non son più capace,
nel mondo che tace.

E trema il Bambino:
non dorme,
non sogna,
avvolto nel gelo
di questa vergogna.

Natale 2025


Quest'anno la mia Christmas Carol è dedicata a tutti, ma proprio tutti, i bambini del mondo. È un mondo in guerra come non mi aspettavo quando, bambino io stesso, avevo fiducia che nel tempo saremmo andati incontro alla pace.
L'immagine è un particolare di una foto di foto che riporta una pittura murale della Natività (artista ignoto, Cappella di San Martino del castello di Stenico). Lo sguardo mite del bue e dell'asinello mi ricorda quello di John ed è un raro e sommesso messaggio di pace.


Christmas Carol 2024


            
        Dedicata a Federico
        che ormai ha sedici anni, 
        ma anche a 
        Santiago,
        Daniele, 
        Melissa e 
        Filippo 
        che ne hanno meno di cinque

             


Orsetto, ora sei grande
e il giorno di Natale
forse più non ti sembra
una cosa speciale,

ma se ti guardi intorno,
vedi Gesù Bambino
che con Maria e Giuseppe
continua il suo cammino

La loro strada è lunga
non si posson fermare:
Natale è la speranza
di poter riposare.

Proprio come per noi
che, stanchi della guerra,
vorremmo che alla fine
sparisse dalla Terra.

                                   25 dicembre 2024


(*)
Il presepe della foto è un presepe centenario perché le sue statuine sono quelle che Nonno Lino, il padre di Mariaconcetta, aveva fin da bambino. Di nuovo ci sono la stella di legno tradizionale aggiunta da me qualche anno fa e un cagnolino di DAS che ho fatto con le mie mani ispirandomi a John il quale si sentiva coinvolto e ogni tanto annusava il muschio con aria perplessa. Quei pastori, dunque,  hanno attraversato tutto il novecento. 

Christmas Carol 2011

E
quando
arriva Natale,
è festa nelle stazioni
come Milano Centrale,
dove canzoni e suoni
dagli altoparlanti
fanno la gara
della confusione
e dei rumori,
per rallegrare tutti i viaggiatori.
Ed
è
anche
Natale
in quella
stazioncina
dove la gente
attende infagottata,
sotto una pensilina
illuminata
da una cometa piccina,
quasi dimenticata.
E’
che il nonno
cerca la sua rima
per una storia nuova
(o vecchia come il mondo,
già raccontata prima,
ma poi dimenticata,
come quella cometa abbandonata).

Perché in un canto, con la scopa in mano,
Hassan parla a un barbone addormentato.
E gli racconta delle cose belle
del paese lontano che ha lasciato,
dove a Natale corron le gazzelle.

 Natale 2011

Questa filastrocca di Natale è rimasta a lungo incompleta. Doveva essere pronta per il Natale 2010 ma, per un intero anno, non sono riuscito ad andare oltre quella strofa finale che, nata per prima, ha di fatto bloccato tutto. Il fatto è che, una volta usati gli endecasillabi per il finale, ho creduto di dover usare lo stesso metro per tutto il resto, senza riuscire ad ottenere un risultato soddisfacente. Mi sono accorto tardi di avere in testa un ritmo diverso, più sincopato disomogeneo e rapido di quello permesso dall’endecasillabo, che invece va benissimo nel finale più statico e rilassato. Una volta deciso di abbandonare il metro regolare è stato tutto più facile ed ho anche scoperto che il risultato acquistava la forma di un albero di Natale.

Quanto alla scena descritta nel finale l’avevo in mente da tanto tempo e credo sia nata in una stazioncina in cui ho sostato in un’ora impossibile per attendere una coincidenza. L’uomo che faceva le pulizie era un immigrato e raccontava di sé al capostazione …


Christmas carol 2009


Orsetto! Alla vigilia del giorno di Natale
mentre Betlemme è in festa, ornata di trofei,
una favola antica ti voglio raccontare,
antica come il mondo … più dei ricordi miei!

(il campanile scocca, lentamente, le sei)

Del giorno in cui la Terra attendeva il prodigio
e, stanchi del viaggio, Maria col suo Giuseppe
cercavano un rifugio … ma quei del “Caval Grigio”
asciutti rispondevano “Le stanze sono zeppe!”

(scoccava il campanile, lentamente, le sette)

E poi? Nemmeno al “Moro” ! Un posto? Cosa vuoi! 
Nemmeno un sottoscala ! Nemmeno i ballatoi!
Maria quasi svenuta, Giuseppe stanco e rotto,
cercavano … cercavano … all’osteria più sotto!

(e tutti i campanili battevano le otto)

Orsetto! Tu non sai! Tutta la santa notte
girarono Betlemme, in mezzo a quella gente
che per veder la Stella si riversava a frotte,
e aspettava il prodigio e non capiva niente.

(e nella notte, nove rintocchi lentamente)

Non capivano niente nemmeno i negromanti
che guardavano il cielo per leggerne gli auspici
sui tetti dei Tre Merli, venuti insieme a tanti
dotti, astronomi, magi persiani, egizi, greci

(scoccava il campanile lentamente le dieci)

Niente! Nessuno al mondo sapeva che la Stella,
per ben quattro mill’anni attesa dai Profeti,
veniva per raggiungere il tetto di una stalla,
piena di paglia invece che di molli tappeti.

(e undici rintocchi, battevano indiscreti)

E proprio in quella stalla, sfinita dal cammino,
Maria già trascolora, divinamente affranta,
e a mezzanotte esatta nasce Gesù Bambino,
su quella paglia e in mezzo a tanta neve … tanta

(e per questo si chiama la Mezzanotte Santa!)

Natale 2009

I versi di questa Christmas Carol si ispirano ovviamente a quelli de “La Notte Santa” di Guido Gozzano che gran parte dei bambini italiani (di tutte le generazioni mi sembra) hanno studiato (spesso a memoria) come poesia di Natale (e quasi in tutti i casi ignorandone l’autore).

Anche io la incontrai nell’età in cui il Natale esercita un fascino particolare e ricordo da sempre come fossi affezionato a Maria e Giuseppe; quei due personaggi che, respinti sistematicamente, erano invece destinati a compiere il prodigio che tutti attendevano ma che nessuno sapeva in cosa sarebbe consistito. Così seguivo i due, tra i rintocchi del campanile che scandiva il conto alla rovescia, godendomi in anticipo la sorpresa che i vari albergatori e i loro spocchiosi ospiti avrebbero avuto il giorno dopo …  e mi sentivo felicemente complice dello scherzo che Gesù Bambino stava facendo al mondo.

Ecco, ho riscoperto queste sensazioni alcuni anni fa (più di dieci ormai), quando mi sono imbattuto nuovamente in Guido Gozzano e nella sua “Notte Santa” cercando, tra le tante melensaggini e i tanti luoghi comuni sul Natale, una poesia su cui valesse la pena coinvolgere il nipotino (allora detto Orsetto). Così, a distanza di tanti anni, mi è piaciuto costruire un racconto di Natale con quelle stesse parole imparate a memoria da bambino.

Quanto a Guido Gozzano, forse non tutti sanno che collaborò al Corriere dei Piccoli dove pubblicò favole e filastrocche. E anche spesso, nei suoi versi, l’ironia usualmente malinconica, o all’opposto graffiante, si fa delicata per rivolgersi al mondo dell’infanzia. Con le parole di Carmine De Luca: “I molti indizi dell’attenzione di G. G. all’infanzia e ai testi per bambini, sono diversamente distribuiti nei suoi scritti”.


Christmas carol 2008

Natale è una stalla,
la stella che brilla,
cammelli, alberelli,
fiammelle e scintille,
intorno alla culla
con il Bambinello.
Per questo,
Natale
è un giorno speciale.

Natale è balocchi,
pacchetti coi fiocchi,
campane e rintocchi,
e poi fichi secchi,
nocciole e pistacchi.
Per questo,
Natale
è un giorno speciale.

Natale è sorprese,
saluti, sussurri,
sorrisi sinceri,
sereni pensieri
ricordi di ieri,

Natale ...
Io spero,
Natale sia ancora
messaggio di pace.
Per questo,
Natale
mi piace.

Natale 2008

Per quanto si tenti di farla passare per politically incorrect, la celebrazione del Natale è uno di quei momenti a cui non potrei rinunciare. La mia laicità (indiscussa spero) non si contraddice se col Natale celebro l’umanità e le sue speranze. Anzi direi che il divino e la religione non c’entrano affatto, perché, per me, nulla è più laico di un messaggio che, incentrato sulla condizione umana, propone un riscatto di pace … D’altra parte nel Natale si sono stratificate tante tradizioni diverse che lo rendono universale, proprio il contrario del vizio eterno di ricorrere all’illusione delle proprie radici per barricarsi nel proprio particolare.
Per questo oggi riprendo questa Christmas Carol che avevo dedicato al mio nipotino nell’occasione del suo primo Natale.