Orsetto! Alla vigilia del giorno di Natale
mentre Betlemme è in festa, ornata di trofei,
una favola antica ti voglio raccontare,
antica come il mondo … più dei ricordi miei!
(il campanile scocca, lentamente, le sei)
Del giorno in cui la Terra attendeva il prodigio
e, stanchi del viaggio, Maria col suo Giuseppe
cercavano un rifugio … ma quei del “Caval Grigio”
asciutti rispondevano “Le stanze sono zeppe!”
(scoccava il campanile, lentamente, le sette)
E poi? Nemmeno al “Moro” ! Un posto? Cosa vuoi!
Nemmeno un sottoscala ! Nemmeno i ballatoi!
Maria quasi svenuta, Giuseppe stanco e rotto,
cercavano … cercavano … all’osteria più sotto!
(e tutti i campanili battevano le otto)
Orsetto! Tu non sai! Tutta la santa notte
girarono Betlemme, in mezzo a quella gente
che per veder la Stella si riversava a frotte,
e aspettava il prodigio e non capiva niente.
(e nella notte, nove rintocchi lentamente)
Non capivano niente nemmeno i negromanti
che guardavano il cielo per leggerne gli auspici
sui tetti dei Tre Merli, venuti insieme a tanti
dotti, astronomi, magi persiani, egizi, greci
(scoccava il campanile lentamente le dieci)
Niente! Nessuno al mondo sapeva che la Stella,
per ben quattro mill’anni attesa dai Profeti,
veniva per raggiungere il tetto di una stalla,
piena di paglia invece che di molli tappeti.
(e undici rintocchi, battevano indiscreti)
E proprio in quella stalla, sfinita dal cammino,
Maria già trascolora, divinamente affranta,
e a mezzanotte esatta nasce Gesù Bambino,
su quella paglia e in mezzo a tanta neve … tanta
(e per questo si chiama la Mezzanotte Santa!)
Natale 2009
Del giorno in cui la Terra attendeva il prodigio
e, stanchi del viaggio, Maria col suo Giuseppe
cercavano un rifugio … ma quei del “Caval Grigio”
asciutti rispondevano “Le stanze sono zeppe!”
(scoccava il campanile, lentamente, le sette)
E poi? Nemmeno al “Moro” ! Un posto? Cosa vuoi!
Nemmeno un sottoscala ! Nemmeno i ballatoi!
Maria quasi svenuta, Giuseppe stanco e rotto,
cercavano … cercavano … all’osteria più sotto!
(e tutti i campanili battevano le otto)
Orsetto! Tu non sai! Tutta la santa notte
girarono Betlemme, in mezzo a quella gente
che per veder la Stella si riversava a frotte,
e aspettava il prodigio e non capiva niente.
(e nella notte, nove rintocchi lentamente)
Non capivano niente nemmeno i negromanti
che guardavano il cielo per leggerne gli auspici
sui tetti dei Tre Merli, venuti insieme a tanti
dotti, astronomi, magi persiani, egizi, greci
(scoccava il campanile lentamente le dieci)
Niente! Nessuno al mondo sapeva che la Stella,
per ben quattro mill’anni attesa dai Profeti,
veniva per raggiungere il tetto di una stalla,
piena di paglia invece che di molli tappeti.
(e undici rintocchi, battevano indiscreti)
E proprio in quella stalla, sfinita dal cammino,
Maria già trascolora, divinamente affranta,
e a mezzanotte esatta nasce Gesù Bambino,
su quella paglia e in mezzo a tanta neve … tanta
(e per questo si chiama la Mezzanotte Santa!)
Natale 2009
I versi di questa Christmas Carol si ispirano ovviamente a quelli de “La Notte Santa” di Guido Gozzano che gran parte dei bambini italiani (di tutte le generazioni mi sembra) hanno studiato (spesso a memoria) come poesia di Natale (e quasi in tutti i casi ignorandone l’autore).
Anche io la incontrai nell’età in cui il Natale esercita un fascino particolare e ricordo da sempre come fossi affezionato a Maria e Giuseppe; quei due personaggi che, respinti sistematicamente, erano invece destinati a compiere il prodigio che tutti attendevano ma che nessuno sapeva in cosa sarebbe consistito. Così seguivo i due, tra i rintocchi del campanile che scandiva il conto alla rovescia, godendomi in anticipo la sorpresa che i vari albergatori e i loro spocchiosi ospiti avrebbero avuto il giorno dopo … e mi sentivo felicemente complice dello scherzo che Gesù Bambino stava facendo al mondo.
Ecco, ho riscoperto queste sensazioni alcuni anni fa (più di dieci ormai), quando mi sono imbattuto nuovamente in Guido Gozzano e nella sua “Notte Santa” cercando, tra le tante melensaggini e i tanti luoghi comuni sul Natale, una poesia su cui valesse la pena coinvolgere il nipotino (allora detto Orsetto). Così, a distanza di tanti anni, mi è piaciuto costruire un racconto di Natale con quelle stesse parole imparate a memoria da bambino.
Quanto a Guido Gozzano, forse non tutti sanno che collaborò al Corriere dei Piccoli dove pubblicò favole e filastrocche. E anche spesso, nei suoi versi, l’ironia usualmente malinconica, o all’opposto graffiante, si fa delicata per rivolgersi al mondo dell’infanzia. Con le parole di Carmine De Luca: “I molti indizi dell’attenzione di G. G. all’infanzia e ai testi per bambini, sono diversamente distribuiti nei suoi scritti”.
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