Christmas Carol 2011

E
quando
arriva Natale,
è festa nelle stazioni
come Milano Centrale,
dove canzoni e suoni
dagli altoparlanti
fanno la gara
della confusione
e dei rumori,
per rallegrare tutti i viaggiatori.
Ed
è
anche
Natale
in quella
stazioncina
dove la gente
attende infagottata,
sotto una pensilina
illuminata
da una cometa piccina,
quasi dimenticata.
E’
che il nonno
cerca la sua rima
per una storia nuova
(o vecchia come il mondo,
già raccontata prima,
ma poi dimenticata,
come quella cometa abbandonata).

Perché in un canto, con la scopa in mano,
Hassan parla a un barbone addormentato.
E gli racconta delle cose belle
del paese lontano che ha lasciato,
dove a Natale corron le gazzelle.

 Natale 2011

Questa filastrocca di Natale è rimasta a lungo incompleta. Doveva essere pronta per il Natale 2010 ma, per un intero anno, non sono riuscito ad andare oltre quella strofa finale che, nata per prima, ha di fatto bloccato tutto. Il fatto è che, una volta usati gli endecasillabi per il finale, ho creduto di dover usare lo stesso metro per tutto il resto, senza riuscire ad ottenere un risultato soddisfacente. Mi sono accorto tardi di avere in testa un ritmo diverso, più sincopato disomogeneo e rapido di quello permesso dall’endecasillabo, che invece va benissimo nel finale più statico e rilassato. Una volta deciso di abbandonare il metro regolare è stato tutto più facile ed ho anche scoperto che il risultato acquistava la forma di un albero di Natale.

Quanto alla scena descritta nel finale l’avevo in mente da tanto tempo e credo sia nata in una stazioncina in cui ho sostato in un’ora impossibile per attendere una coincidenza. L’uomo che faceva le pulizie era un immigrato e raccontava di sé al capostazione …


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