E' ormai chiaro che i modi di fare della nostra presidente del consiglio non sono spontanei ma corrispondono ad una postura voluta e coltivata. E che anche questa uscita sul manifesto di Ventotene era stata studiata a tavolino per rispondere (eh sì: quanno sce vo' sce vo') alla mobilitazione in favore dell'Europa di qualche giorno fa. A leggere oggi l'articolo di Tommaso Ciriaco su La Repubblica, la monella ci si sarebbe pure divertita ... e avrebbe sorriso ... come Franti ai rimproveri accorati della madre.
Comunque, può ridere quanto vuole, ma la sua sparata avrà funzionato come invito a leggere il testo integrale del manifesto e, chi per condividere il suo divertimento, chi per fact-checking, saranno in molti che lo avranno fatto. E chiunque lo avrà fatto si sarà accorto della distanza lunare di ciò che vi si esprime, dal giochino puerile della manipolazione.
D'altra parte in quel testo possiamo leggere (dall'introduzione di Eugenio Colorni) che
la contraddizione essenziale, responsabile delle crisi, delle guerre, delle miserie e degli sfruttamenti che travagliano la nostra società, è l’esistenza di stati sovrani, geograficamente, economicamente, militarmente individuati, consideranti gli altri stati come concorrenti e potenziali nemici, viventi gli uni rispetto agli altri in una situazione di perpetuo bellum omnium contra omnes .
E non possiamo certo pretendere che la nostra sia d'accordo se il suo conservatorismo la rende affine al sovranista ungherese, o ad altri sostenitori della democrazia illiberale ... e se la guerra contro tutti costituisce anche la cifra della sua politica interna. Piuttosto, c'è da dire che, sottolineando che quella di Ventotene non è la sua idea di Europa, la presidente ci fa sapere che col suo governo l'Italia sarà contro una Europa libera e unita e che la contraddizione denunciata da Colorni continuerà ad esistere, sia chiaro, finché il suo governo rappresenterà l'Italia.
Come al solito ce lo dice calcando il suo accento romanesco, e poi divertita sorride.

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